Le elezioni presidenziali in America.

L’America dopo l’elezione di Donald Trump: uno sguardo al futuro prossimo che ci attende ed una riflessione sul passato che si va spegnendo con la fine dell’amministrazione Obama.

Donald Trump ha vinto le elezioni negli Stati Uniti d’America con un risultato un tantino mediocre e controverso, il 45% che ora dovrà essere analizzato in relazione soprattutto alla composizione dei due rami parlamentari dello United States Congress; la Camera, la United States House of Representatives ed il Senato, lo United States Senate.

Un voto che dovrà essere analizzato e studiato in relazione, in particolar modo alla ripartizione ed alla suddivisione rispetto ai singoli e diversi Stati che compongono l’immane federazione statunitense, comprendendo come siano stati spartiti fra Repubblicani e Democratici i seggi ed i voti che così hanno quindi determinato la presidenza.

Ora Donald Trump ha vinto e sul tappeto ci sono questioni di interesse planetario a diversi livelli: economiche, finanziarie, politiche e militari; davvero complesso è lo scenario pertanto che viene a presentarsi e determinarsi, offrendo lo spazio a non pochi perplessità e dubbi.

L’America otto anni fa ormai, nel 2008, si trovò davanti al baratro di una crisi finanziaria ed economica che non lasciava adito a dubbi; il mondo intero per giorni, settimane, mesi ed anni, si potrebbe osservare, vide attonito lo scandalo della Lheman Brothers e di altre società finanziarie in relazione ai cosiddetti mutui sub-prime e dei derivati.

Questo scandalo che poi davvero non apriva e non scoperchiava alcun vaso di pandora e passava per le diverse vicissitudini più volte ripercorse nel corso di questi anni: l’offshorizzazione in diversi Stati fra cui il Delaware, la California, l’Illinois ed il Texas e le case automobilistiche più importanti per il continente al collasso svendute al gruppo FCA di Sergio Marchionne perché ormai non in grado più di competere su un mercato più povero e chiuso; l’affare quindi del gioco d’azzardo e dei colossali debiti dei giocatori dalle casse ormai vuote inesigibili e non recuperabili.

L’offshorizzazione poi ha offerto il deteriore e squallido spettacolo dei cosiddetti “Panama Papers”, e qui sì, apriti cielo Dio santo, se ne sono viste di tutti colori del caleidoscopio, e poco prima Wikileaks con Julian Assange e il piccoletto Edward Snowden che tutto era fuori che un povero stupidotto con il computer in mano per giocare il gobbo a tutti.

L’altro capitolo che veniva ad originarsi era offerto dalle politiche ambientali, vero dilemma e cruccio per l’amministrazione Obama che avrebbe voluto andare incontro ad una severa riduzione degli agenti, dei carichi e delle emissioni inquinanti nell’ambiente e nell’atmosfera, in netto contrasto con gli interessi delle lobbies dei petrolieri e degli industriali.

Questi non hanno mai sostenuto e tanto meno caldeggiato questa ipotesi di ridurre gli agenti, i carichi e le emissioni inquinanti nell’ambiente e nell’atmosfera e figurarsi che si sono ritorti, come in un covo di serpenti, contro Obama che ha dovuto cedere all’onda di pressione delle parti industriali e produttive nonché alle logiche del business e dell’industria continentale e nazionale da riprendere e sostenere dopo lo scivolone del collasso economico e finanziario del 2008.

Quindi pazienza, bando al discorso delle riduzioni delle emissioni inquinanti e dell’impatto ambientale, in virtù di una ripresa del cammino produttivo, economico e finanziario nel continente a scapito di quelli che erano, gli iniziali ideali, purtroppo traditi e soggiogati allo strapotere delle lobbies petrolifere ed industriali nonché finanziarie.

L’altro doloroso capitolo è purtroppo offerto dall’industria delle armi, un mercato florido quello interno, con armi da fuoco e munizioni di ogni genere e tipo in grado di soddisfare ogni genere di gusto, quindi anche le armi da taglio e contundenti ed elettriche.

Un mercato troppo libero e vasto, incontrollato ed incontrollabile quindi facile terra di coltura nonché seme per la violenza fra i più giovani ed anche fra i più grandi appartenenti alle diverse, tante, troppe etnie ed anime nonché associazioni facenti capo a gruppi politici e religiosi.

Una violenza che al dire il vero è sempre stata caratteristica essenziale dai tempi della corsa all’oro e del contrasto delle native popolazioni indigene, sfociata poi però davvero in una forma paranoide e schizofrenica ai tempi odierni, senza un granché di sforzo opposto quanto a controllo e contrasto, veicolata quindi poi nel resto del globo come modello di riferimento.

L’altro capitolo che poi dovrà essere ancora letto ed affrontato è offerto dal welfare pubblico, con una sanità da sempre appannaggio dei privati e delle assicurazioni che non si piegherebbero neanche davanti alle malattie croniche ed incurabili e tanto meno alla logica dell’indigenza che potrebbe anche sopravvenire oppure essere provocata.

Questi, ad onor del vero, i capitoli più controversi dell’amministrazione Obama, il Parlamento lo ha battuto in tronco su queste tematiche senza neanche anestetizzare i colpi che venivano inflitti, rendendo l’America un paese governato a suon ed a botta di continui chiaro – scuri che nel tempo si sono succeduti in relazione ai diversi temi proposti.

L’altro campo minato è offerto dai conflitti che hanno tratto origine e continuità da fatti anche oscuri e biechi accaduti ed offerti in passato, dall’Afghanistan nel 2001 dopo l’attentato perpetrato l’11 settembre 2001 alle “Twin Towers” a Manhattan e dopo la guerra dell’Iraq nel 2003 con la caduta poi del regime dittatoriale ed assolutistico di Saddam Hussein.

La questione della presa poi, davvero mai chiarita e spiegata su come abbiano fatto, di Osama Bin Laden, ucciso in quella pagliacciata farsesca e rovesciato quindi in mare senza dopo; tutto quanto era drammaticamente accaduto in quella tragedia delle due torri, dare alcuna giustificazione e spiegazione agli altri Paesi ed alle altre Parti rimasti coinvolti in quell’attentato terroristico.

Paesi esteri e Parti pubbliche e private, Enti pubblici ed Imprese private che in quel dramma ed in quel disastro avevano perso molti loro professionisti, lavoratori e cittadini così come le famiglie ed i parenti di questi che chiedevano ora che giustizia fosse fatta.

Una giustizia che sarebbe stata ottenuta solo attraverso lo svolgimento di un processo penale con le accuse di strage e di terrorismo avanzate e sostenute davanti ad una Corte di Giustizia, nel cui corso sarebbero dovuti comparire tutti i diversi attori, le parti ed i soggetti istituzionali che hanno rappresentato l’amministrazione statale, federale e locale nonché quelli facenti capo a quell’organizzazione terroristica e criminale.

Ci si limita l’11 settembre a lavarsi la coscienza nel lavacro della celebrazione annuale in loro memoria, ma mai ci si è dati pena e dovere di portare a processo i soggetti e le parti che davvero avevano ordito quel dramma così grande e così triste da mettere il mondo intero in ginocchio poi da tutti i punti di vista e per molti anni in seguito, in primo luogo per la prevenzione e per la sicurezza.

Ora è giunto in sella Trump con il suo 45%, vedremo cosa riserverà il futuro, resta da guardare lo scenario che si offrirà per i conflitti che stanno insanguinando al momento attuale Libia, Mali, Repubblica Centrafricana in Africa uniti a tutti gli altri fra cui Somalia e Nigeria in testa, per giungere poi in Medio Oriente con la Siria, l’Iraq e lo Yemen.

Restano da studiare, da osservare ora quali saranno gli scenari e le prospettive che saranno proposti nel contrasto al “Daesh”, lo stato islamico ed a “Al Nusra” o come altro diamine si chiami, su chi e come li abbia finanziati e sostenuti e come intenderanno contrastarli, in modo politico e diplomatico oppure dal punto di vista militare con l’apertura di una nuova, ennessima pagina conflittuale.

Sinora a tarallucci e vino ed a vodke e pizze, più o meno fortemente dal sapore agro-dolce tendente all’amaro ed al rancido, visti i risultati squallidi poi ottenuti a Ginevra sulla Siria o con lo strazio di un imminente guerra come già paventato e più volte annunciato e promesso quindi tutti a cospargersi il capo di cenere in lacrime, esortando che non accada.

Quali saranno le mosse circa le relazioni con la Russia che, forte della fresca nomina di Putin, si è conquistata il posto al sole in Mare Mediterraneo in Siria e la seria e concreta possibilità dell’intervento della Cina in area, tenendo conto che sono due paesi permanenti in Consiglio di sicurezza all’ONU e con diritto di veto come d’altronde la stessa America, a cui dovranno essere affiancate anche la Francia e la Gran Bretagna come fronte di contrapposizione.

Benedetto Loprete

Riferimenti e citazioni, ringraziamenti:

Per la fotografia di Donald Trump in campagna elettorale al Lynchburg College, tratta dall’articolo sull’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America:
Business Insider,
https://www.theodysseyonline.com/donald-trump-president-2016.

Benedetto Loprete