Etiopia. Allarme Unicef: 2,3 milioni di bambini Tigrè senza aiuti. Il conflitto armato nel Tigrè sta avendo gravi conseguenze sui civili più indifesi.

Il Conflitto in Etiopia. Allarme Unicef: 2,3 milioni di bambini Tigrè senza aiuti. Il conflitto armato nel Tigrè sta avendo gravi conseguenze sui civili più indifesi: almeno 2,3 milioni di bambini bisognosi di aiuti umanitari urgenti sono irraggiungibili mentre altre migliaia di piccoli sono in condizioni precarie nei campi profughi del vicino Sudan.

A lanciare l’allarme sull’impatto della crisi armata nel Nord dell’Etiopia, con implicazioni nella vicina Eritrea e in Sudan, è il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia.

Fonte da:
RaiNews24 Emittente Radiotelevisiva Italiana per l’Informazione, Canale 48 della Televisione Digitale.

Il Conflitto in Etiopia.
Allarme Unicef: 2,3 milioni di bambini Tigrè senza aiuti.
Il conflitto armato nel Tigrè sta avendo gravi conseguenze sui civili più indifesi: almeno 2,3 milioni di bambini bisognosi di aiuti umanitari urgenti sono irraggiungibili mentre altre migliaia di piccoli sono in condizioni precarie nei campi profughi del vicino Sudan
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“Il blackout delle comunicazioni e le restrizioni imposte agli spostamenti nella regione del Tigrè impediscono di raggiungere circa 2,3 milioni di bambini che necessitano di assistenza umanitaria” ha dichiarato la direttrice generale dell’Unicef, Henrietta Fore. Secondo le ultime stime dell’agenzia Onu, a questi si aggiungono almeno 12 mila minorenni, alcuni senza genitori né parenti, che si trovano nei campi profughi e nei centri di registrazione e sono in una situazione a rischio. Numeri alla mano, tra 30 e 36 mila persone sono gia’ scappate nel confinante Sudan dall’inizio dei violenti scontri nel Tigrè’, lo scorso 4 novembre, quando il premier etiope Abiy Ahmed ha dato il via libera ad operazioni militari contro il Fronte di liberazione dei popoli del Tigrè (Tplf), al governo nella provincia dissidente del Nord e da mesi in rotta con il governo centrale. L’Onu si aspetta che nei prossimi giorni altre 200 mila persone varchino il confine con il Sudan, aggravando le condizioni sanitarie ed alimentari di quanti sono già rifugiati, in primis quelle dei bambini, in campi improvvisati, strapieni, con accesso limitato ad acqua e cibo.

Le condizioni per questi bambini sono estremamente dure. Abbiamo bisogno di aiuti aggiuntivi per poter far fronte alle crescenti richieste di aiuti di prima necessità: salute, cibo, acqua, servizi igienico-sanitari” ha sottolineato la direttrice dell’Unicef. A destare la preoccupazione degli operatori umanitari è soprattutto la malnutrizione in tutta la regione, come conseguenza diretta delle recenti invasioni di locuste che hanno disastrato tutte le colture e le riserve di cereali. Tra il 2019 e il 2020, nella regione del Corno d’Africa la malnutrizione acuta è aumentata del 30%. “A preoccuparci è il fatto che senza accesso all’assistenza umanitaria, un numero sempre crescente di bambini finisca in condizioni di malnutrizione acuta, a maggior ragione che ci sono risorse a disposizione solo fino a dicembre” ha avvertito Fore. Rivolgendosi alle parti che si scontrano sul terreno, l’alta dirigente Onu chiedo loro di autorizzare gli interventi urgenti delle organizzazioni umanitarie destinati a tutte le comunità colpite, per poter raggiungere le famiglie e i bambini. L’Unicef insiste anche sulla necessità di proteggere i minorenni dal reclutamento e dal loro coinvolgimento diretto nel conflitto armato, oltre che dal rischio di violenze sessuali, di violenze basate sul genere e da quello di essere separati dalla famiglia.

Le truppe dell’esercito federale di Addis Abeba e quelle del Tplf dovrebbero, inoltre, evitare l’uso di armi esplosive nelle zone più densamente popolate oltre a proteggere le infrastrutture civili quali scuole, ospedali, centri di cura, impianti di rifornimento in acqua e servizi igienico-sanitari. Nei giorni scorsi l’Onu aveva lanciato l’allarme sul crisi umanitaria di vasta scala che si sta sviluppando al confine tra l’Etiopia e il Sudan, con migliaia di civili in fuga ogni giorno, in media almeno 4 mila. Del resto, ancora prima dello scoppio del conflitto tra Addis Abeba e il Tigrè, tutta la regione si trovava già in condizioni tra le più complesse al mondo in termini umanitari: almeno 54 mila bambini vivono da tempo in campi profughi e 36 mila sono sfollati interni a causa di disastri naturali e violenza armata in diversi Paesi dell’area.